Alberto Burri

Omaggio ad Alberto Burri [Homage to Alberto Burri]

is the cd edit from the Bolognese label A simple lunch: it has ten compositions by some of the most important contemporary Italian composers.
Bianco (2014), by Cristian Carrara, for flute in C, clarinet in B-flat, soprano sax, drums and piano, is, as the composer says, “an homage to the Grande Bianco by Burri. To the painting of 1952. But it is an homage also to the white colour. The one that includes them all. The one that easily gets dirty but that, when it is untouched , it’s fascinating , enveloping, engaging. Because white is the colour everyone would like to be but we are far from being really. It is a homage to the expressive purity of Burri, who chooses a huge theme as the White, and that capture it on the canvas, between innovation and semplicity. Innovation and semplicity, exactly. A warning also for today’s music. I hope that artists have the courage to confront themselves with the big themes, taking them in the hands, making them simple through their innovations (Cristian Carrara).

The disc is recorded by the ensemble Suono Giallo, a group born in Città di Castello as part of the celebrations for the Centenary of the birth of the painter Alberto Burri.

Music by M. Porro, A. Gentile, F. De Rossi Re, C. Carrara, A. Sbordoni, R. Fabbriciani, N. Sani, V. Palumbo, S. Taglietti, S. Di Vittorio

Alberto Burri

Bianco, in Omaggio ad Alberto Burri

Bianco, in Omaggio ad Alberto Burri

Ensemble Suono Giallo

– Brano per orchestra da camera (flauto in do, clarinetto in sib, sax soprano, percussioni e pianoforte)

– Durata: 7:27”

– Ed. A simple lunch (2015)

“Bianco è un omaggio al Grande Bianco di Burri. Al quadro del 1952. Ma è anche un omaggio al colore bianco. Quello che li include tutti. Quello che facilmente si sporca ma che, quando è candido, è affascinante, avvolgente, coinvolgente. Perché il bianco è un po’ il colore che tutti vorremmo essere ma che siamo lontani dall’essere veramente. È un omaggio alla purezza espressiva di Burri, che sceglie un tema immenso come il Bianco, e lo cattura nella tela, tra innovazione e semplicità. Innovazione e semplicità, appunto. Un monito anche per la musica d’oggi. Che gli artisti abbiano il coraggio di confrontarsi con i grandi temi, prendendoli tra le mani, rendendoli semplici attraverso le loro innovazioni.” (Cristian Carrara)

01. Mauro Porro, Big Iron

02. Ada Gentile, Come un soffio

03: Fabrizio De Rossi Re, Grande Nero

04. Cristian Carrara, Bianco

05. Alessandro Sbordoni, Mirum

06. Roberto Fabbriciani, Primavera

07. Nicola Sani, Verso un altro occidente II

08. Vito Palumbo, Discantus

09. Stafano Taglietti, Gibellina

10. Salvatore Di Vittorio, Castelli

 

AUDIO

 

 

Ludus

Ludus

Ludus

– Ed. Amadeus Arte, 2013

Antonella Ruggiero, voce;
Floraleda Sacchi, arpa;
Piero Salvatori, violoncello.
…in questo ritratto, che include opere arrangiate per l’occasione o brani scritti appositamente per arpa o violoncello e arpa, i generi si mischiano e confondono mentre guerre e lotte si ingentiliscono in visioni romane, ninnenanne e ipnotici carillon che ci sfiorano delicatamente, ma non senza lasciare traccia… (Floraleda Sacchi)

Audio

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Liber Mundi

Liber Mundi

– Ed. Arts /distr. Tosca, 2011

Francesco D’Orazio, violino;
Angela Nisi, soprano;
Filarmonica Arturo Toscanini;
Matthieu Mantanus, Direttore.

I sei brani racchiusi nel disco intitolato Liber Mundi possono essere avvicinati da chiunque senza timori reverenziali o complessi di inferiorità; rappresentano l’esito di un’impronta creativa mai scontata o banale, che non ostenta nulla di forzatamente provocatorio o innovativo, ma ha il merito indiscusso di affrontare e declinare con dignità d’arte i grandi temi della nostra vita quotidiana.
[Si parte] da Mater, toccante inno intitolato alla maternità e affidato alla sola orchestra d’archi, passando per i rimandi ai Sacri Testi racchiusi in Face to face – dialogo visionario tra l’uomo e Dio costruito idealmente sulla promessa di grazia e compimento sottoscritta da san Paolo («ma allora vedremo faccia a faccia…») – e in Liber Mundi (riflessione musicale sul “libro del mondo”, la Bibbia), proseguendo per i chiaroscuri espressivi del vibrante Tales from the Underground (riferimento implicito alle Memorie dal sottosuolo di Dostoevskij) per arrivare ai due suggestivi pezzi finali, A Peace Ouverture ed East West Romance, legati a doppio filo con la Terra Santa.
(Andrea Milanesi, «Liber Mundi» di Cristian Carrara musica d’oggi che parla a tutti, Avvenire.it 15/4/2012)

PiccolaVedetta

La piccola vedetta lombarda

La piccola vedetta lombarda

– Piccolo Dramma musicale in sei quadri.
– Liberamente tratto dal libro Cuore di Edmondo De Amicis.
– Libretto e Musica di Cristian Carrara.
– Ed. Tactus, aprile 2012.Esecutori:
La mamma, Chiara Pieretti (soprano)
L’ufficiale, Sergio Vitale (baritono)
Il sergente, Federico Benetti (basso)
Giovanni, la piccola vedetta, Giulia Latella ( voce bianca)
Caterina, Alice Molinari (voce bianca)
Coro Arcobaleno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Orchestra Giovanile da Camera Fondazione Pergolesi Spontini
Flavio Emilio Scogna, maestro concertatore e direttore
Che sapore ha combattere per la libertà? E’ il quesito che circola in tutta la composizione e la chiude. […] La scrittura di Carrara è attentissima all’equilibrio e alla delicatezza del tessuto armonico, mai forzato oltre i limiti della ragionevolezza, mai lusingato dalla facilità dei transiti e degli scontri sonori. Sembra di intravedere un’ottica in cui il sacro e il profano non sono termini in contrapposizione e così la musica di Cristian Carrara cerca una superiore conciliazione nell’intento di comunicare una sostanza di verità… (Claudio Strinati)

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aPianoDiary

A piano diary

A piano diary

– Ed. Incipit records, 2011

Michelangelo Carbonara, pianoforte
Diciannove pagine di un diario intimo, “Miniature, piccoli pensieri in musica, una sorta di momento di quiete nel frastuono della contemporaneità. I movimenti del pianoforte tracciano idealmente i contorni delle cose: il ticchettìo delle “Gocce di pioggia”, le note trattenute e poi lasciate andare all’improvviso al loro flusso in “Accenni e ripensamenti”, i passi faticosi sulla sabbia del deserto in “Promenade”, musica evocativa, profondamente intrisa della storia del suo compositore, ma universalmente leggibile con gli strumenti della sensibilità individuale. Un lavoro discografico che non si ancora a un genere, ma procede sul filo di un discorso esclusivamente musicale, laddove la musica non conosce limitanti classificazioni e sa far tesoro di quanto osservato lungo la strada” (Paola Parri, pianosolo.it, 20 aprile 2011)

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