foto per Cristian Suonare news

Valentina Lo Surdo, «Il successo? È una questione di fede», Intervista con Cristian Carrara, Suonare News, Dicembre 2017

È uno dei compositori più in vista della nuova generazione. La sua musica riesce ad arrivare al cuore della gente con il coraggio della semplicità. Cristian Carrara ci propone la sua idea di arte: «Cercare la bellezza che arriva a tutti». Ai giovani che si affacciano a questa professione propone una riflessione: «Ricordiamoci che scriviamo sempre per qualcun altro, che è un limite farlo solo per se stessi. A chi spenderà denaro e tempo per ascoltarmi, io cosa lascerò in cambio? Altro aspetto importante è credere nelle proprie idee: se ne hai una vincente non mollarla, il modo per farla arrivare la troverai. L’idea che funziona davvero è quella che può essere sentita da tutti».

Per approfondimenti:
Suonare News, Dicembre 2017, pp. 42-43

Giuseppe Rossi, Faust in the sky, «Musica», Ottobre 2017

[…] Sul piano del linguaggio la musica di Carrara può essere inscritta nella corrente neoromantica di quei compositori che, rifiutando gli sperimentalismi delle avanguardie del Novecento, puntano al recupero di una comunicativa immediata attraverso atteggiamenti di scrittura tradizionale, dal gusto di un nitido melodizzare all’armonia tonale screziata di modalismi, fino alla regolarità delle strutture formali. Una certa influenza minimalista può poi essere riscontrata nelle ostinate ripetizioni di certi moduli ritmici e melodici, ma senza i complessi procedimenti di elaborazione cari a questa corrente. Insomma, una musica dall’apparenza dimessa, semplice e diretta, fatta per piacere al primo ascolto senza porre complicazioni intellettualistiche. I titoli e i contrasti di atmosfera dei singoli brevi movimenti suggeriscono però la necessità di andare oltre l’apparenza, alla ricerca dei significati nascosti dietro un itinerario tanto lineare da sembrare perfino banale. In realtà, sul piano dei contenuti, Carrara intende parlare delle ansie e delle nevrosi del nostro tempo come dell’aspirazione a liberarsene attraverso il ricordo del passato o la conquista di una nuova energia capace di trascenderle, con la ricorrente presenza di un clarinetto, quasi investito della funzione di evocare l’accorata voce recitante del compositore stesso. Candidamente trasparente, ma in realtà assai scaltra nel dosaggio delle sue componenti elementari, la musica di Carrara trova in questo disco una restituzione allo stesso tempo puntigliosamente nitida e appassionata dai Solisti Aquilani […].

Alessandro Beltrami, Venezia. L’arte digitale svela il mistero e le visioni di Antonio Vivaldi, «Avvenire.it», 29 maggio 2017

[…] Ed è la musica, più ancora della tecnologia, il vero valore aggiunto artistico dell’operazione. Non è scontato: perché Cristian Carrara ha selezionato una ventina di frammenti di varie opere vivaldiane di ogni genere – tutte in edizioni di riferimento, da Fabio Biondi a Francesco Maria Sardelli a Philippe Jaroussky – cucendoli con musica nuova in tre brani, uno per sala, per 35 minuti senza soluzione di continuità, a cui le immagini fanno da “colonna visiva”. Un’operazione davvero raffinata, una sorta di cangiante rendering che, sull’insegnamento di Berio ma anche sulla scorta del Vivaldi Recomposed di Max Richter, fonde e allo stesso tempo mantiene riconoscibili antico e contemporaneo.
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Avvenire

Alberto Laggia, Ma quanto è pop il “prete rosso”, «Famiglia Cristiana», 22 maggio 2017

[…] Questa full immersion dentro vita e arte di Vivaldi  è diviso in tre tappe, tante quanti gli ambienti  nei quali è distribuita la mostra (ma il termine “mostra” è forse un termine inadatto, rendendo  ragione solo dell’aspetto  visuale del percorso).  In essi si  sviluppa,  dentro un continuum musicale  di brani vivaldiani cuciti  da  musiche  composte al piano per l’occasione da Cristian Carrara,  un itinerario che vuole portarci dentro il genio del compositore veneziano,  quasi  fin dentro la sua mente, per intercettare le sue sinapsi che fanno scaturire l’arte sublime delle sue note. 

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Famiglia Cristiana

Gian Mario Benzing, Vivaldi da vedere, «la Lettura – Corriere della Sera», 2 Aprile 2017

[…] Al Museo diocesano di Venezia, dal 13 maggio, si inaugura Viva Vivaldi, nuovo «format artistico-spettacolare», che conduce lo spettatore in una immersione totale nella musica del genio barocco: suoni, immagini, persino profumi. […] Viva Vivaldi è una mostra-installazione ad alto contenuto tecnologico. Con la direzione artistica di Davide Rondoni, la parte musicale affidata al compositore Cristian Carrara e quella visuale a Gianni Canova [….].
«Anche le scelte musicali – spiega a “La Lettura” Cristian Carrara – sono fatte seguendo lo storyboard. Con lo sguardo del compositore ho selezionato vari frammenti vivaldiani, tentando di conferire unità musicale a brani che provengono da generi diversi, concerti, opera lirica, musica sacra, giustapposti per assonanze, colori, tonalità e collegati fra loro con miei interventi, come zone di cesura; in alcuni casi mi sono permesso di aggiungere suoni strumentali o extramusicali. Comunque la musica sarà in primo piano, non come colonna sonora: lo sforzo è far sì che l’ambito multimediale sia funzionale all’esperienza sonora».
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Paola Pini, GON, CARRARA, PODDA, TARALLI Trieste – Ridotto del Verdi – Sala Victor de Sabata – Progetti contemporanei, «Opera Click»

Con Eveline-Omaggio a Joyce e a Trieste di Cristian Carrara, si passa a nuove atmosfere, più rarefatte, dotate di una diversa forma di fascino, tratte da un testo più vicino a noi in senso temporale: il breve racconto tratto da Gente di Dublino. Qui si hanno tutt’altre suggestioni da un autore che ha fatto della sonorità verbale la propria cifra al punto da considerare quasi un delitto leggere le sue opere in traduzione. Come giustamente scrisse Italo Svevo,“ I dublinesi (tradotti in francese col titolo Gens de Dublin) vi sono noti […]. L’importanza di tali novelle è scemata dal confronto coi lavori che le seguirono, ma si può dire che il Joyce vi ha trovato le sue intere basi. È il raccontatore impersonale che non trascura nulla, né dimentica una linea di colore. I suoi personaggi si possono toccare.” Carrara offre delle suggestioni che sono quasi un accenno, il profumo delicato dei luoghi descritti dal testo. La drammaticità interiore è invece espressa in modo fortissimo senza nascondere nulla: l’ineluttabilità, l’impossibilità di uscire da una condizione subita, la speranza tradita, il desiderio di una vita degna. Il ritmo percussivo presente ad un certo punto, sostenuto anche dai pizzicati degli archi esprime tutta l’angoscia della protagonista.

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Nicola Sbisà, Una Cenerentola che può piacere anche agli adulti. Al Petruzzelli la fiaba riletta da Carrara e dalla Pani, «Gazzetta del Mezzogiorno», 1 ottobre 2016

[…] A questa “narrazione teatrale” è ispirata, appunto, con feconda visione creativa, la musica di Cristian Carrara: musica suadente, semplice e sinceramente mirata ad un coinvolgimento istintivo del pubblico giovanissimo (“tra Puccini e Bernstein” dice lo stesso autore, ma di sincero impianto originale, aggiungiamo noi e magnificamente legata alla vicenda). Alla fine dello spettacolo si resta piacevolmente divertiti e soddisfatti: un viaggio fantastico in un mondo da favola, appunto, che diverte i giovanissimi, ma nel contempo sollecita l’interesse sincero anche degli adulti, forse, ci sentiamo di aggiungere, più legati alla favola di quanto lo siano i ragazzi.

Sergio Zolli, La Slovenska Filharmonjia di Ljubljana chiude Mittelfest 2016, “Instart”, 26 luglio 2016

È poi la volta del pordenonese Christian Carrara che presenta il suo The wast land per viola e orchestra, solista Danusha Wakiewicz, riflessione sulla condizione dell’uomo moderno legata all’aridità spirituale dell’attuale società tratta dall’omonimo poema di T.S.Eliot. La composizione si articola, come il tradizionale concerto solista, in tre tempi, con il tempo centrale più lento e meditativo rispetto agli altri due. La scrittura di Carrara risente, nelle sonorità e nelle soluzioni espressive adottate, di evidenti influenze delle avanguardie storiche, da Ravel a Stravinsky a Bartok, e del jazz e appare aliena da sperimentazioni, scorrevole e piacevole all’ascolto. L’esecuzione vede una splendida Danusha Wakiewicz dipanare il rapporto dialettico con l’orchestra con una grande cavata di suono, una tecnica di rara perfezione e un’appassionata musicalità. Performance di alto livello quella della viola e dell’orchestra, salutata dal pubblico con prolungati applausi.

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Instart

slot machine

Massimo Marino, Due spettacoli a Ravenna: Via Crucis per Slot Machine e il teatro fantademenziale di Operazione Atarax, «Il corriere di Bologna», February 17th 2016

“Slot Machine lo avevamo già visto a Spoleto nel settembre del 2014 in forma di opera lirica sperimentale con le belle musiche di Cristian Carrara.  […] La musica rimane quella incisiva, slittante, fluida di Cristian Carrara, senza le arie per i cantanti, nel bello spazio scenico misterioso, specchio della frantumazione dell’io del personaggio, che all’inizio appare per bagliori e lacerti di volto, membra, braccia, corpo nella luce di una pila, tra borborigmi, risatine, schiocchi, sinistre sonorità, a disegnare una vita sprofondata, sfondata”.
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Boblog

Daniel Kepl, Machpelah: dialogo per violino, violoncello e orchestra di Christian Carrara, «Casa Magazine», 8 gennaio 2016

Il tema che ricorre in questo ricco programma è il dialogo, musicale e di altra natura” – spiega il Maestro Nir Kabaretti, che condurrà la premiere, insieme con opere di Haendel (Water music) Gabrieli (Synphoniae sacrae), e Bartok (Concerto per Orchestra). “Abbiamo il privilegio di realizzare la prima assoluta di un’opera di uno dei più importanti compositori Italiani, un’opera che in sintesi è un dialogo tra culture attraverso due solisti”. Carrara ha acconsentito a rispondere ad alcune domande che ci condurranno alla première.

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